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Musica Classica e opera di Classissima

Claude Debussy

martedì 31 maggio 2016


Wanderer's Blog

Ieri

Il duettino Minnie e Billy da “La fanciulla del West” di Puccini

WandererC’era grandissima attesa, anche da parte mia, per l’ascolto di questo duettino nel primo atto de La Fanciulla del West, tagliato nella prima assoluta del Met, taglio che divenne poi ufficiale e che nell’edizione diretta da Chailly alla Scala era a quanto si disse in prima esecuzione. Invece…. be’ mi è capitato di scoprire che il duettino in oggetto è compreso in una edizione video, diffusissima per altro, e in mio possesso da almeno un paio di decenni sia in VHS che in DVD. È l’edizione che riproduce in video lo spettacolo del Metropolitan dell’8 aprile 1992 diretto da Leonard Slatkin con la regia di Giancarlo del Monaco, con Barbara Daniels, Placido Domingo e Sherril Milnes. Uscì anche in edicola anni fa ed è reperibile sul sito Metopera on Demand per gli abbonati, che possono ascoltare e vedere il duettino alla traccia 10. Nell’edizione Met invece del 2011 diretta da Luisotti con la Voigt, Giordani e Gallo il duettino è “regolarmente” tagliato. Tornando all’edizione precedente: possibile che nessuno se ne sia accorto? mancano comunque in questa edizione le pochissime battute del duetto finale del primo atto tra Minnie e Johnson in cui lei descrive più dettagliatamente la vita sacrificata dei minatori, ci sono invece le battute di alterco tra giocatori a carte (ma queste ormai erano state inserite in quasi tutte le edizioni da quella della ROH diretta da Mehta in poi). Non sono in grado di dire se Slatkin avesse seguito l’orchestrazione in parte rivista da Toscanini o se si fosse rifatto come Chailly all’originale, in ogni caso c’è un suono che apparenta Puccini più con Debussy e Ravel che non con Strauss e l’espressionismo tedesco, al punto che proprio per questa cifra interpretativa fu allora in parte criticato. Comunque il duettino Minnie e Billy era già stato eseguito ed è già presente in una edizione che è stata un best seller.

Musica classica - Liquida

Ieri

Il pianista Paavali Jumppanen porta Debussy a Villa Claricini. 5 giugno

Appuntamento imperdibile, il 5 giugno, per gli amanti della musica classica, con un concerto interamente dedicato ad uno dei grandi capolavori dell’impressionismo francese, i Preludi di Debussy, un’integrale di raro ascolto e notevole interesse. Protagonista assoluto, l’eccezionale pianista finlandese Paaveli Jumppanen che si esibirà a Bottenicco di Moimacco alle ore 18, negli spazi...






Wanderer's Blog

20 gennaio

In ricordo di Ettore Scola

Ettore Scola si è spento ieri all’età di 84 anni. In suo ricordo Rai 5 trasmetterà stasera La Bohème di Puccini andata in scena a Torre del Lago nel 2014. Veramente dal palinsesto ufficiale non si capisce se sarà una mezza Bohème (dal momento che è prevista una durata di 55 minuti): spero che siano errori di inserimento e che l’opera sia integrale. Vorrei riportare nuovamente quanto dichiarò nell’occasione di questa regia: Quando un regista di cinema si accinge a mettere in scena una grande opera lirica, parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi in video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di ‘modernizzare’ il melodramma si affollano nella sua mente inquieta: Don Giovanni potrebbe essere gay, Tosca una terrorista anni ’70 (1970), Rigoletto un comico di cabaret, con Figlia escort e Duca agli arresti domiciliari. E se Falstaff fosse un alieno? E Così Fan Tutte una costellazione? Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già in tutte quelle opere, nella musica, nei sentimenti, nell’ anima che le hanno rese eterne. Quando decise di ispirarsi al romanzo di Herny Murgèr Scènes de la vie de boheme, Puccini non era mai stato a Parigi, ma gli anni trascorsi al conservatorio di Milano e i ricordi delle improvvisazioni musicali, nate in casa del maestro Amilcare Ponchielli, con suoni caotici e striduli, quasi delle jam sessions ante litteram, dettero a quell’ambientazione una credibilità artistica tale da far dire a Debussy “Nessuno ha mai ritratto Parigi meglio di Puccini”. Il Maestro aveva colto i segni delle rivoluzioni artistiche che in quegli anni scuotevano l’Europa: e le maggiori novità percorrono soprattutto Parigi, dalla letteratura realistica che si afferma con Maupassant e Zola, alle ricerche di scomposizione della luce nella pittura degli impressionisti, al gusto per l’arte orientale, alle scoperte delle nuove generazioni che cercano altri modi di immaginare l’avvenire. Suggestioni che non potevano non stimolare il genio di Puccini. Nella sua opera quattro studenti – un poeta, un pittore, un filosofo e un musicista – dividono fame e freddo in un monocamera, sempre impegnati nella ricerca di piccoli lavori precari (ma cosa ci sarebbe da modernizzare?) come la vendita di vecchi libri, qualche ripetizione agli scolari più ciuchi e, in particolare, la ideazione di manifesti pubblicitari o di locandine per i cabaret. Nessuno di quegli imbrattatele, rifiutati dalle grandi esposizioni del Salon d’Art, avrebbe mai immaginato che un secolo dopo quelle opere sarebbero state battute a Sotheby per milioni di euro, come aveva previsto il loro solitario difensore Emile Zola, che sui giornali dell’epoca scriveva: “Bonne chance aux jeunes artistes du futur!” Ma, in attesa del successo e della gloria, Rodolfo e i suoi amici debbono vivere la loro goliardica follia e soffrire d’amore per la fragile Mimì e per la generosa Musetta, accompagnati per sempre da una musica immortale. E’ la intuizione ambientale di Puccini che mi piacerà sottolineare nella Bohème di questa stagione al Festival di Torre del Lago.

Claude Debussy
(1862 – 1918)

Claude Debussy (22 agosto 1862 - 25 marzo 1918) è stato un compositore e pianista francese. È considerato e celebrato in patria e nel mondo come uno dei più importanti compositori francesi, nonché uno dei massimi protagonisti insieme a Maurice Ravel dell'impressionismo musicale, definizione che però lui non gradiva fosse accostata alle sue opere. Rudolph Réti dichiara che l'impresa di Debussy fu la sintesi della "tonalità melodica" a base monofonica con le armonie, sebbene diverse da quelle della "tonalità armonica".



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